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ottobre 2007


Contributi regionali per il canone di locazione.un bando che impedisce ai cittadini di avere la certezza dei propri diritti

L'Assessore ai Servizi Sociali del comune di Albano invece di agevolare i nostri concittadini in difficoltà nel ricevere il contributo per il canone di locazione inventa un percorso ad ostacoli in cui l'unica certezza è quella della mancanza di certezze da parte dei cittadini di avere dei diritti da rivendicare.
Non si può spiegare in altro modo il bando pubblico emanato dall’assessorato ai servizi sociali del Comune di Albano che in questi giorni conclude la fase dei ricorsi per gli esclusi. Secondo il bando firmato dall'Assessore i cittadini che possiedono i requisiti stabiliti, sostanzialmente dei limiti di reddito, devono presentare domanda, pena inammissibilità, sia dell'autocertificazione del reddito complessivo, sia della copia del CUD o 730 o modello unico del 2005 dal quale si evince il reddito, sia dell'attestazione I.S.E.E. . Ora tralascio il non senso del far fare un'autocertificazione quando poi contestualmente si richiedono i documenti che la devono dimostrare.
Vorrei far notare l'incongruità dell'obbligo a cui ha sottoposto i cittadini nella presentazione del CUD (ecc. ecc.) e nello stesso tempo nella presentazione dell'attestazione I.S.E.E.
Innanzitutto bisogna far rilevare all'Assessore che le dichiarazione dei redditi hanno un duplice difetto 1) sono “certificate” soltanto per il lavoro dipendente e per i pensionati; 2) dichiarano quanto un cittadino in un anno ha guadagnato (lordo).
L'attestazione I.S.E.E., invece, nasceva invece con un duplice scopo 1) Cercare di far emergere, attraverso la dichiarazione delle proprietà, il reddito di chi non lavora come dipendente; 2) mostrare la capacità di spesa del cittadino. Come si può vedere queste sono due distinte modalità di accertamento del reddito dei cittadini ed un Assessore ai Servizi Sociali responsabile avrebbe dovuto, prendersi le proprie responsabilità e sceglierne una delle due.
Se l’assessore avesse avuto a cuore il benessere dei cittadini deboli che sperano in una boccata di ossigeno da questi provvedimenti sicuramente avrebbe scelto, come modalità di accesso ai contributi, l'I.S.E.E. , Infatti , questa è tra le due modalità quella che allo stesso tempo impedisce i maggiori raggiri, ed è (nelle condizioni date) più democratica.
Faccio notare ai cittadini, all'Assessore e al dirigente responsabile che il mantenimento contestuale delle due modalità di certificazione del reddito porta ad un'assenza di certezza del diritto. Come verrà considerato il parametro economico di accesso? A qualcuno con il CUD e ad altri con l'I.S.E.E.? oppure così come capita in una sorta di grande tombola sulla pelle dei cittadini disagiati?
Sarebbe interessante sentire l’opinione di un avvocato amministrativista su questa patente illeggittimità. Sarebbe interessante ascoltare l’opinione del difensore civico provinciale rispetto quei cittadini, con reddito I.S.E.E. nelle norme previste dalla regione, che risulteranno esculsi. sarebbe interessare sentire se l’opposizione nel consiglio comunale di Albano abbia un qualcosa da dire pubblicamente su questo tipo di scelte dell’amministrazione. Una cosa è certa per lo stesso bando, a Pomezia, l’Assessore ai servizi sociali del PRC ha rimpinguato gli esili importi stanziati dalla regione con propri fondi. Ottemperando in modo più energico ed efficace a quel dovere di solidarietà e di aiuto, verso i tutti cittadini, per i quali nelle amministrazioni comunali sono presenti i Servizi Sociali.

di Marco Bizzoni (PRC, Gruppo Circoscr. di Albano Centro)



Il Consiglio regionale in seduta straordinaria respinge l’Odg dei Socialisti riformisti.

Prc: «Necessario potenziare la raccolta

differenziata e combattere i grandi interessi»

Albano: nessuno spazio

per il termovalorizzatore

Nessun termovalorizzatore sarà costruito ad Albano. La parola fine sul caso l’ha scritta il Consiglio regionale che, nella seduta straordinaria di mercoledì, ha respinto un ordine del giorno del capogruppo dei Socialisti riformisti Donato Robilotta, favorevole ad un nuovo impianto per lo smaltimento dei rifiuti nella zona dei Castelli. In settimana alcuni organi di stampa avevano anticipato la presunta decisione del presidente Marrazzo di autorizzare i lavori. Che sarebbero stati affidati ad una società composta da Ama, Acea e “Pontinia Ambiente”, quest’ultima di proprietà dell’imprenditore romano Manlio Cerroni. Un’ipotesi smentita in aula da Marrazzo. «Non esistono documenti riservati - ha dichiarato il presidente della Regione Lazio nella veste di commissario straordinario per l’emergenza rifiuti -. Si sta ancora definendo la quantificazione degli impianti necessari per il territorio regionale.
Altra cosa sono le proposte che provengono dal territorio o le richieste di autorizzazione: le definiremo alla luce del piano». La via maestra, comunque resta quella della raccolta differenziata che sempre secondo il presidente della Regione «non è una bandiera dietro la quale nascondersi, ma un obiettivo politico». Il piano rifiuti presentato lo scorso 31 gennaio al ministero dell’Ambiente prevede il raggiungimento del 50% di raccolta differenziata entro il 31 dicembre del 2009. La normativa nazionale, inoltre, impone di raggiungere obbligatoriamente la soglia del 60% entro il 2012. Ma ad oggi ancora poco è stato fatto. Secondo i dati Apat (l’agenzia nazionale per la protezione ambientale) la raccolta differenziata nel Lazio è appena al di sopra del 10%. L’impegno di Marrazzo è quello investire nuove risor- se ed energie per raggiungere l’obiettivo ma - ha dichiarato - «i dati di produzione dei rifiuti solidi urbani confermano un trend di crescita del 2% rispetto al 2004. La conseguenza del mancato raggiungimento
degli obiettivi di raccolta differenziata potrebbe essere la saturazione entro due anni delle attuali discariche». Il ministro all’Ambiente Pecoraro Scanio d’altronde è stato chiaro: con un serio programma di differenziata i tre impianti previsti dal Piano sono più che sufficienti.L’ultima parola, comunque, spetterà, nelle prossime settimane, al presidente del Consiglio, Romano Prodi. Secondo Elio Romano, responsabile Ambiente del Prc laziale, «Rimane comunque aperto il modello di gestione dei rifiuti. Il fatto che ancora si discuta sull’impiantistica non ci rassicura. Non ci si deve nascondere dietro una crescita esponenziale dei rifiuti ma bisogna orientarci per una loro seria riduzione e per una efficace raccolta differenziata, non asettica, ma orientata al riciclo. Ma ancora manca un’impiantistica adeguata. Bisogna partire subito». Luigi Nieri, assessore al Bilancio del Prc sostiene che «se si parte dall’obiettivo di una riduzione dei rifiuti del 10%, con una percentuale di raccolta differenziata pari ad almeno il 45%, gli ulteriori impianti di cui si parla risulterebbero inutili. E’ questa l’unica strada. A tal fine la Regione Lazio ha investito 175 milioni di euro fino al 2013 e 30 milioni in finanziaria solo per il prossimo triennio». E’ dello stesso parere anche il capogruppo del Prc che senza mezzi termini ha dichiarato: «Bisogna anche avere il coraggio di sconfiggere i grandi interessi che fino ad oggi hanno avuto il potere di condizionare indirizzi e determinare la paralisi nelle decisioni.

da “Liberazione” di Marco Incagnola




Ad Albano si respira un aria antifascista

Ricordo il 18 febbraio di un anno e mezzo fa. Ricordo l’atmosfera cupa, lugubre, quasi surreale, che si respirava quel giorno quando il corteo nazionale di fiamma tricolore marciò per le strade di Albano.Erano un gruppo di poche decine di persone che occuparono il paese, percorrendo, con il braccio alzato e al grido di “duce duce”, il corso di Albano.
Il 15 settembre, i cittadini e le cittadine dei Castelli Romani e di Roma hanno sfilato lungo quella stessa strada contro il “fiamma rock festival”, una quattro giorni organizzata dal partito fascista della fiamma tricolore, in una struttura pubblica con il beneplacito del comune.
Tutto è cominciato due settimane fa quando si è venuti a conoscenza di questa iniziativa fascista. Qualche telefonata, il passaparola ed ecco che più di sessanta persone hanno dato vita ad un’ assemblea antifascista assolutamente trasversale, animata da organizzazioni con percorsi politici diversi. Per citarne alcune: c’erano centri sociali, l’associazione di Sinistra Critica, ma soprattutto gente che non ha mai militato in nessuna organizzazione.
La protesta degli antifascisti è cominciata la mattina di mercoledì 12 settembre con un sit-in organizzato davanti il Comune di Albano ed è proseguita per i due giorni successivi con presidi partecipati da un centinaio di persone.
Giornate, queste, organizzate non solo allo scopo di informare la cittadinanza, ma volte anche alla costruzione della manifestazione antifascista di sabato. Il corteo, partito alle 16 da piazza Mazzini, ha attraversato il paese facendo respirare un atmosfera spensierata che ha dapprima incuriosito e poi coivolto la partecipazione degli albanensi. Certamente la strada che porta ad un recupero della memoria e ad una cultura antifascista è lunga e non facile, ma quello di sabato ne è stato un primo passo, considerando che questi gruppi neofascisti prosperano negli spazi vuoti lasciati dalla sinistra e godono della protezione di istituzioni e forze di polizia. Un atteggiamento di assoluta connivenza questo, se si considera che negli ultimi due anni ci sono state più di 160 aggressioni fasciste, di cui alcuni tentati omicidi senza alcun indagato e un omicidio.
La situazione, è evidente, sta degenerando e il rischio reale è che si arrivi al collasso dello stato di diritto, processo questo che, iniziato a Genova nel 2001, ci porta fino a Roma.
L’aggressione avvenuta il 28 giugno durante il concerto della Banda Bassotti è un esempio indicativo che ne mette in luce la gravità. In quell’ occasione una trentina di fascisti organizzati militarmente hanno tentano l’assalto durante il concerto. Solo la pronta risposta delle persone che quella sera pensavano di godersi lo spettacolo ha impedito il peggio.
Preoccupante è stato l’ atteggiamento delle forze dell’ordine che, aspettata la fuga dei fascisti, sono intervenuti contro chi si era difeso.
Un primo passo per un governo democratico sarebbe l’applicazione della Legge Mancino del ’93 tuttavia avviene esattamente l’opposto. Continuano a spuntare nuove occupazioni non convenzionali. L’ultima nel quartiere Prati a Roma, dove vengono creati gruppi estremisti come il “blocco studentesco”, organizzazione nazionale che fa capo a fiamma tricolore ed è presente anche a Padova e Verona.
Probabilmente è arrivato il momento di finirla con la teoria degli opposti estremisti, quelli di destra e di sinistra. La verità è che ci sono movimenti che si battono per i diritti di tutti/e, gruppi di neofascisti che attentano a questi.

di Giulia Heredia



Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Rifiuti: l’Amministrazione di Albano inadempiente tartassa i cittadini

Vorrei solo informarvi di una recente telefonata (fine settembre) che ho avuto sull'argomento della raccolta differenziata con la responsabile del settore III (igiene ambientale - smaltimento rifiuti) del comune di Albano, (...). A fronte dell'aumento esponenziale della tassa sui rifiuti (legata al contestuale aumento della quantità di indifferenziato gettata in discarica ed alla riduzione dei benefici del ristoro ambientale), ho chiesto alla dirigente:
- come sia possibile chiedere retroattivamente il pagamento di una quota ulteriore di tributi per l'anno 2006 quando proprio lo scorso anno la società Volsca non ha effettuato - per sua stessa ammissione - la raccolta differenziata dal mese di marzo (da quando cioè ha avuto la concessione dal Comune) fino al mese di giugno inoltrato;
- come mai non si riesca ad incrementare la raccolta differenziata (o almeno a farla minimamente funzionare) visto che tutti - non solo in termini ambientali - ne trarrebbero beneficio;
La risposta è stata: "Lei ha perfettamente ragione...io posso solo dirle che la Volsca non funziona...più che fare solleciti noi non possiamo fare".
In pratica una disarmante ammissione di impotenza...si tenga poi presente che ad oggi - dopo la rapida uscita dei privati - la Volsca è una società a capitale pubblico e che il comune di Albano ne è il principale azionista...in pratica il comune Albano ammette di essere inadempiente ed altrettanto candidamente ammette la propria impotenza. Se la politica serve a qualcosa credo che, come cittadini, dovremmo pretendere qualcosa in più...non solo una raccolta di firme ma anche un esposto alla magistratura, se possibile...Non occorre essere esperti di diritto ambientale per sapere che già il decreto Ronchi prevedeva obiettivi perentori sulla differenziata (15% entro il 1999, 25% entro il 2001; 35% entro il 2003); oggi l'articolo 205 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 dispone traguardi ancora più ambiziosi:
a) almeno il trentacinque per cento entro il 31 dicembre 2006; b) almeno il quarantacinque per cento entro il 31 dicembre 2008; c) almeno il sessantacinque per cento entro il 31 dicembre 2012.
A fronte di questi impegni obbligatori (peraltro svuotati di significato per l'assenza di un organismo di controllo e di un preciso quadro sanzionatorio), a me non risulta che il comune di Albano abbia scelto di puntare ad una implementazione della raccolta differenziata (conoscete forse quale sia la percentuale di differenziata attualmente raggiunta?)...il sito istituzionale, insignito di premi ed onori, mi sembra taccia del tutto su questo aspetto, evidentemente ritenendolo marginale...Ovviamente è un argomento complesso e che non può essere affrontare da un solo comune, ma porre con forza la questione è il minimo che si possa fare, anche a fronte del silenzio pressoché assordante (ed imbarazzante) dell'opposizione in Consiglio comunale...(...)

di Gianluca Polverari