Bruciare il futuro... l'unica soluzione ai rifiuti? NO! È solo la soluzione meno efficace ed utile.

Questo in estrema sintesi quanto emerso dal convegno organizzato dal gruppo circoscrizionale del partito della Rifondazione Comunista di Albano Laziale.

L'incontro si è avviato con un filmato che spiegava la pericolosità per la salute dell'uomo, degli animali e del territorio delle nanoparticelle. Uno degli effetti collaterali degli inceneritori. Le nanoparticelle sono elementi più piccoli delle polveri sottili (PMI) che vengono controllate per legge. Questo fa si che esse sfuggano completamente ai controlli che la legge impone alle emissioni degli inceneritori.

Il consigliere circoscrizionale di Albano centro Marco Bizzoni ha affermato che l'iniziativa nasceva dalla discussione sulla stampa circa l'eventualità della costruzione di un inceneritore nel comune di Albano o nei suoi pressi e dalla necessità di capire quale fosse il modo migliore di affrontare la situazione dei rifiuti solidi urbani. Concludendo l'introduzione il consigliere Bizzoni ha detto:” La contrarietà all'inceneritore, termovalorizzatore o gassificatore non nasce da una scelta ideologica ma dalla constatazione dei danni e dei guasti ambientali e sociali che questi, ovunque sono stati costruiti, hanno prodotto. Essi sono il frutto di una concezione distorta della modernità la quale, per profitto, è disponibile anche a “segare il ramo su cui siede”. Gli inceneritori si configurano quindi come strumenti per massimizzare i profitti privati e per socializzare al massimo i costi. Per questo bisogna opporsi alla loro costruzione e sviluppare altre politiche per lo smaltimento dei rifiuti.”

Ha preso quindi la parola Fabio Musmeci dell'osservatorio provinciale dei rifiuti il quale ha svolto una dettagliata relazione sulla possibilità di uno smaltimento dei rifiuti economicamente più efficace, ecologicamente più adeguata e razionalmente più giusto. La raccolta differenziata, su cui gli obiettivi del governo sono di pervenire nel 2007 al 35%. Sulla raccolta differenziata ha spiegato Musmeci: “C'è un grosso impegno della Provincia recentemente è stato fatto un bando per finanziare la raccolta differenziata a cui ha aderito anche il Comune di Albano che però non ha fatto seguire la presentazione di un progetto esecutivo finanziabile su come realizzare la raccolta.”

Dal dibattito sono emersi inoltre molti dati: dal livello attuale di raccolta differenziata del comune che si attesta attorno al 3%, al fatto che nella discarica di Cecchina l'impianto di produzione di CDR (combustibile per inceneritori) riesce ad utilizzare solo il 18% dei rifiuti complessivi. La parte inutilizzata dopo il trattamento per realizzare il CDR ha come una via la discarica. Il CDR di Cecchina era di qualità talmente bassa da essere rifiutato dagli inceneritori di Colleferro (i quali bruciano rifiuti del Piemonte e della Toscana) e quindi è stato necessario chiedere l'autorizzazione per conferire anche questo “combustibile” in discarica.

Nei loro interventi, Mario Rapisardi, consigliere comunale del PRC e di Cesare Falloni, consigliere comunale del movimento repubblicani europei, hanno mostrato delle perplessità circa la possibilità di poter rifiutare l'installazione di un'inceneritore deciso dall'alto visto che, questi, spostato di pochi metri si sarebbe trovato situato in altro comune, Pomezia o Roma, producendo gli stessi guasti sul territorio senza che da questo i cittadini di Albano ne potessero trarre nessun possibile beneficio. I due consigliere hanno pertanto espresso l'opinione che oltre a dire no come Amministrazione ed a sviluppare un'altra politica dei rifiuti sarebbe necessario un coordinamento e una politica univoca delle diverse Amministrazioni che ricadono sul quadrante territoriale in questione. Il segretario comunale del PRC ha poi concluso il dibattito.



Salvatore Fagiolo