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novembre 2007


Buoni pasto scuola: l’impegno dell’amministrazione è svanito nel nulla?

Nel 2006 l’amministrazione comunale di Albano decise, per rimpinguare un poco le spolpate casse della società privata a totale capitale pubblico “Albalonga”, di aumentare anche il costo dei buoni pasto mensa dei bambini nella scuola di base. All’avvio dell’anno scolastico il malumore dei genitori su questo provvedimento si trasformò in protesta.

Una protesta che ha coinvolto molte famiglie con diverse modalità operative: alcuni rifiutarono integralmente di pagare; altri mandarono i propri figli ca scuola con cibi preparati in casa; altri ancora scelsero di non pagare l’aumento previsto.

In un confronto nella Circoscrizione di Albano centro tra gli assessori ed i cittadini emersero da parte dell’amministrazione due elementi: necessità dell’aumento per presunte migliorie nella qualità dei cibi; presa d’atto che l’incidenza dei buoni pasto nei redditi familiari poteva essere gravosa anche per famiglie con entrambe i coniugi lavoratori. Con tale presa d’atto si giunse così ad un consiglio comunale dove il Sindaco mantenne fermo l’aumento previsto ma allo stesso tempo prese l’impegno di trovare soluzioni per limitarne l’impatto sui redditi delle famiglie.

La protesta delle famiglie ebbe come risultato la delibera di giunta n.154 <<Integrazione deliberazione di Giunta Comunale n. 11 del 06.02.2006 “Approvazione soglie I.S.E.E. Anno 2006”>>.

Si prevedeva cioè la possibilità per le famiglie di ottenere il rimborso dell’aumento attraverso l’attestazione I.S.E.E. Ottenuto il risultato terminò la protesta dei genitori, i quali si riportano nella “legalità” pagando o integrando quanto previsto. In primavera quanti avevano presentato l’attestazione I.S.E.E. furono convocati dall’ufficio scolastico comunale per presentare la documentazione (i Bollettini originali dei versamenti all’Albalonga). Alla richiesta di sapere con certezza quando ci sarebbero stati i rimborsi previsti fu assicurato che essi sarebbero avvenuti entro l’estate... ma a tutt’oggi nessuno degli aventi diritto ha ancora potuto recuperare quanto versato ( mentre le peripezie burocratiche dei cittadini, tra richieste del Comune e di Albalonga, sono giunte al limite del surreale).

Sono singolari gli uomini che governano ad Albano. Per loro lo Stato è un vampiro assetato di tasse, che li obbliga insieme alla regione Lazio a tartassare i cittadini. Poi sul territorio che governano non attuano quelle modalità di rimborso ai cittadini che essi stessi, con l’aiuto della spintarella della protesta, hanno deciso.

Ma la cosa più singolare è che essi si affidano nel governo della città alla saggezza dei proverbi popolari: “Passata la festa, gabbato il santo”.

Infatti per ottemperare alla decisione presa nel 2006 in favore dei cittadini fu emanato un apposito bando pubblico, facilmente visibile nelle strade del comune.

Quest’anno invece ancora non si ha sentore di questo bando. Delle due l’una: o i nostri amministratori se ne sono dimenticati ed in tal caso è lecito domandarsi se a palazzo Savelli esiste un’Opposizione; oppure i nostri amministratori ritengono inutile mantenere gli impegni ed i provvedimenti presi in favore dei cittadini (che oggi non protestano perchè non si accorgono del furto di diritti che stanno subendo).

Se fosse vero quest’ultimo caso sarebbe un obbligo per i Consiglieri di opposizione battersi affinchè il Sindaco mantenga gli impegni presi in Consiglio Comunale di fronte alla protesta dei cittadini.

Un ultima domanda ai nostri amministratori. Se la scuola è un dovere, se esiste un diritto all’istruzione, se tale dovere e tale diritto prevedono l’obbligo di mangiare a scuola anche in assenza della richiesta dei genitori. Perchè le famiglie devono pagare quei pasti che già hanno pagato con le tasse versate al Comune?


Marco Bizzoni,

Consigliere Circoscrizione Al
bano centro


L'Albalonga SPA non risponde ai lavoratori e il comune tace. Chi rende conto di come vengono spesi i soldi dei cittadini di Albano?”

A settembre di quest’anno, dietro richiesta di verifica da parte di alcuni lavoratori dipendenti della società Albalonga SPA addetti al servizio di ausiliari al traffico, la Filcams-Cgil ha verificato che esistevano delle incongruenze contrattuali e da tempo non venivano più corrisposti i giusti salari ai lavoratori.

La Segretaria di categoria, Francesca Gentili, si è immediatamente adoperata nei confronti della Società alla quale ha chiesto la verifica ed il giusto pagamento del corrispettivo rispetto alle differenze economiche e contrattuali riscontrate, richiedendo contestualmente un incontro per il giorno 13/09/2007 presso la sede di Pomezia al fine di illustrare la fondatezza delle richieste e capire se da parte della società ci fosse la volontà di sanare la situazione prospettata.

Durante l’incontro, al quale si è presentato un Avvocato con tanto di delega da parte del presidente della Società Agostino Santacroce in sua rappresentanza, la Filcams-Cgil ha illustrato le specifiche delle differenze retributive e a seguito di un verbale redatto, si è richiesto di sanare quanto sopra entro 10 giorni. “Dopo più di 2 settimane, non avendo avuto notizie dalla Società Albalonga” spiega Francesca Gentili “abbiamo deciso di informare il Comune di Albano Laziale ed i relativi capigruppo dei partiti rappresentati in Consiglio Comunale della situazione, in quanto la Società Albalonga Spa è a capitale pubblico di cui il socio unico è il Comune di Albano!”

Finalmente la Società Albalonga Spa, sentitasi punta sul vivo e vistasi sbandierare “al popolo ed al Comune” quelli che ritiene i suoi fatti personali, ha inviato la prima ed unica comunicazione alla Filcams-Cgil con la quale, anziché cercare di dipanare la questione, ha contestato la bontà delle richieste ed ha accusato il Sindacato di strumentalizzare politicamente la questione.

Fermo restando che di solito un ente pubblico non risponde alle richieste di chiarimento e verifica di una situazione di insolvenza nei confronti dei lavoratori con la pretestuosa accusa di ‘strumentalizzazione politica’” afferma la Gentili “addirittura sostenendo che la richiesta di verifica e il fatto di averne messo a conoscenza le forze politiche corrisponda al ‘gettare discredito sulla società’, non possiamo assolutamente accettare, così come abbiamo risposto nella missiva del 17 ottobre scorso, ‘inviti’ da parte dell’Albalonga SpA che ci intimano a non rendere pubblica la questione, proprio perché riteniamo che il Comune di Albano sia parte implicata e anzi per questo auspichiamo un suo interessamento sulla vicenda”. Purtroppo, però, il Comune di Albano nella persona del Sindaco, sebbene informato dei fatti non è ad oggi intervenuto sull’argomento. “Stiamo parlando dei soldi dei cittadini di Albano” continua la Segretaria Filcams “quindi gradiremmo che il primo cittadino intervenisse e si preoccupasse di come vengono amministrati i soldi delle casse comunali, anche perché, vista la situazione di stallo, nella vertenza che ci accingiamo a fare, valuteremo il coinvolgimento del Comune che verrà chiamato in causa in qualità di Ente Committente con tutti i risvolti che ne conseguono. Crediamo che il fine ultimo dell’Albalonga, visti i numerosi servizi pubblici che gestisce per il Comune di Albano Laziale (farmacia, parcheggi, cimitero, pulizie locali pubblici, asili nido, etc.) debba essere quello di soddisfare i bisogni dei cittadini attraverso un’oculata amministrazione dei suddetti servizi, garantendo i diritti a quei lavoratori che operano in settori anche piuttosto delicati dal punto di vista del lavoro stesso. Siamo fermamente convinti, infatti, che la qualità del servizio degli operatori passi attraverso la loro soddisfazione lavorativa e soprattutto attraverso il riconoscimento dei loro diritti.”

FILCAMS-CGIL


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I compiti della politica per rilanciare il servizio pubblico

In questi giorni si susseguono gli incontri della maggioranza sul piano di rientro dal deficit della sanità in modo che la Regione possa proseguire nel programma di risana mento triennale , evitando il commissariamento. Grande è l’impegno profuso (...) nel riorganizzare un sistema sanitario alla deriva e una gestione economico-finanziaria fuori da qualsiasi criterio. Il deficit lasciato dalla Giunta Storace ha gravato come una montagna ed ha condizionato in questi due anni molte scelte del governo della Regione, guidato da Marrazzo. (... ) Lo stato di molti servizi ospedalieri e territoriali, a causa di scelte improvvide o addirittura per la totale mancanza di indirizzo, di risorse economiche, rivelavano uno stato di criticità, una carenza di prestazioni all’utenza e una profonda demotivazione di larghi strati di personale, medico, infermieristico, tecnico, e amministrativo. La vittoria del centrosinistra, preceduta da una campagna elettorale in cui il rinnovamento della sanità rappresentava uno degli elementi centrali del programma di governo, ha rinnovato le speranze e le aspettative di cittadini e operatori per un miglioramento della sanità. (...) Queste aspettative rischiano di essere disattese di fronte al ripianamento del deficit. La politica in questo campo ha compiti di straordinaria importanza. Non solo decide le risorse economiche da destinare alla sanità eliminando gli sprechi, ma deve operare al superamento delle disuguaglianze assistenziali realizzando le condizioni di fruizione di servizi sanitari per tutti. Si tratta di ricostruire il ruolo centrale del servizio pubblico, ricorrendo al privato solo quando serve e se serve, nel ruolo di supporto, di promuovere la riorganizzazione dei servizi di prevenzione cura e assistenza sul territorio, di costruire un piano regionale per l’integrazione della rete ospedaliera, così come del sistema di emergenza.

Inoltre si tratta di risolvere in modo permanente la precarietà del lavoro, realizzare processi di formazione periodica degli operatori sanitari di tutte le qualifiche, e avviare forme di partecipazione e di presenza attiva dei cittadini, in quanto soci di maggioranza e contribuenti dei servizi che le aziende hanno l’obbligo di erogare.

di Ivano Peduzzi Capogruppo Prc Regione Lazio



Proposta di legge regionale

Orti urbani: concessione di terreni pubblici ad anziani, scuole, associazioni, disabili. Per città più vivibili e solidali

(...) L'idea del Prc Lazio è quella di incentivare l'utilizzo di questi terreni di proprietà pubblica spesso abbandonati, coniugando - questo il punto qualificante della legge - risanamento ambientale e inclusione sociale. I beneficiari delle concessioni in uso degli orti urbani sono, infatti, individuati tra centri anziani comunali, scuole pubbliche, primarie e secondarie, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato e associazioni (...) Si tratta, in sostanza, di incentivare l'orticoltura valorizzando la sua funzione sociale, ecologico-ambientale, didattica, terapeutica e di integrazione al reddito. (...) Si pensi soltanto alla grande valenza educativa del contatto con la natura per bambini e bambine, soprattutto nelle grandi scuole di città; per non parlare dell'opportunità offerta agli anziani di impiegare il tempo libero all'insegna della solidarietà e del rispetto dell'ambiente. (...)nella pdl si scommette anche sull'agricoltura biologica. «Per gli assegnatari - precisa Peduzzi - sono previsti percorsi formativi sull'orticoltura e sul rispetto dell'ambiente per favorire la scelta di metodi di coltivazione naturali, alternativi all'uso di sostanza chimiche che danneggiano la salute e l'ambiente».

di Giulia Pandolfi


RIFIUTI,

eliminiamoli dal nostro futuro

Il sindaco e l’amministrazione comunale di Albano Laziale, oltre ad aver permesso un Aumento incontrollato delle tasse sui rifiuti (Tarsu) a fronte di un servizio indecente di raccolta differenziata e raccolta dei rifiuti, ha formalmente offerto alla regione la disponibilità di ospitare un inceneritore sul nostro territorio: possibile che sappiano organizzare solo questo??

La situazione della raccolta e dello smaltimento è praticamente inesistente, senza una politica per la raccolta differenziata e nessuna proposta per l’effettivo riciclaggio. Gli attuali amministratori sembrano non conoscere la regola ecologica delle 3R (Riduzione, Raccolta differenziata, Riciclaggio).


Stanno facendo fallire la raccolta differenziata!

Illoro scopo è di costruire gli inceneritori e discariche

per LUCRARE sull’”affare” rifiuti!


Invitiamo i cittadini a partecipare all’incontro pubblico per organizzare una mobilitazione contro le proposte di nuovi inceneritori e discariche.


Mercoledì 28 novembre ore 17.00

Cecchina - Centro Anziani


Le nostre Proposte


Un piano di smaltimento dei rifiuti serio deve contemplare:

° riduzione dei rifiuti e il riutilizzo dei materiali;

° un sistema di raccolta differenziata serio ed efficace;

° smaltimento corretto attraverso il riciclaggio.


Si può arrivare, senza grandi difficoltà, all’80% di raccolta differenziata, come hanno dimostrato molti Comuni italiani!


Un piano simile crea posti di lavoro in numero maggiore rispetto all’attuale sistema e favorirebbe la nascita di imprese per il riciclaggio delle frazioni di RSU che attualmente non sono riciclati. Creerebbero delle entrate per il Comune e non sarebbero così solo un costo per i cittadini!


Non dobbiamo permettere che ci rubino il nostro futuro, …

e i soldi delle tasse dei rifiuti!


Promuovono l’iniziativa: Verdi Circolo “Ilaria Alpi”, Comunisti Italiani circolo “Severino Spaccatrosi”, Rifondazione Comunista Circ. “Luciano Gruppi”, Sinistra Democratica - Albano, Verdi Coord. Castelli Romani, EcoIstituto, WWF Castelli Romani, Il Picchio Rosso, Ass. La Farnia, MIR, Centro sociale “I Po” Marino, Ass. “La Spinosa” Velletri, Italia Nostra Castelli Romani, ALTERNATIVAmente, Sinistra Critica, Greenpeace castelli Romani, Comitato “sotto terra il treno non i cittadini”.