In memoria delle oltre 500 vittime del bombardamento di propaganda fide.


Il 10 febbraio 1944, le fortezze volanti americane bombardavano il collegio di Propaganda Fide dove si erano raccolti i cittadini di Albano nella ricerca di un riparo dagli orrori della guerra.


Quella guerra voluta dall’infingardo capo del fascismo portò l’Italia alla miseria morale e materiale e alla possibilità che essa fosse cancellata dalla geografia politica del mondo.

Se ciò non avvenne, se fu possibile la rinascita della Patria ciò si deve a quanti si impegnarono politicamente e militarmente nella sconfitta del nazifascismo.


63 anni fa Albano visse una tragedia moderna! In guerra i militari combattono ed i civili sopportano le distruzioni, le privazioni, i lutti.

Oggi come ieri la guerra è nemica dei popoli.

Oggi come ieri la democrazia non può essere portata sulle bombe degli eserciti stranieri.


Come ieri ad Albano i liberatori portarono il lutto tra i civili e furono gli italiani a costruire la democrazia sancita dalla nostra costituzione, così oggi in Afganistan ogni speranza di costruire una democrazia con il solo uso delle armi fallirà, perché la democrazia può essere costruita solo dai popoli.Solo una forte e condivisa cooperazione economica internazionale può aiutare quel paese e quel popolo a costruire una democrazia.


63 anni fa l’ideologia di morte e di potenza del fascismo portò l’Italia in una guerra il cui risultato fu la morte della Patria ed il lutto , tra gli immani lutti, tragedie ed orrori della seconda guerra mondiale, di 500 famiglie di Albano.


Affinchè quei morti non siano dimenticati, affinchè da quei lutti possa ricostruirsi un mondo nuovo si riaffermi il diritto di ogni popolo a vivere in pace.


La pace prima di tutto!


Oggi come ieri questo è il nostro impegno. Sempre!